La foresta di Sherwood


copyright and copyleft
Maggio 20, 2008, 3:30 pm
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Il diritto d’autore, dice la legge, nasce nel momento stesso nel quale un autore crea una qualsiasi opera originale, che sia essa musicale, letteraria o artistica in generale. L’autore di una qualsiasi creazione artistica ha quindi il diritto e la possibilità di sfruttare e diffondere la sua opera come meglio ritiene opportuno.

Con l’avvento di internet e del web il discorso è diventato ovviamente molto più complicato. Basti pensare che la legge italiana in materia ad esempio, è datata 1941. Il mondo del web, immenso raccoglitore di parole, muscia, video e quant’altro, male si adatta a restrizioni e vincoli. Come si è già detto anche a lezione, il concetto stesso del web si basa su una sorta di ideale democratico e libero.

Questa sorta di democrazia generale e obbligatoria si fonda sull’idea che tutto quello che si trova in rete possa essere utilizzato, se non è indicato diversamente. Al vecchio e rigido copyright, la rete ha opposto il copyleft, ovvero un modello completamente nuovo di intendere i lavori e le idee.

PhotobucketCome sintetizza perfettamente Wikipedia, la pratica comune per raggiungere lo scopo di imporre la libertà di copia e distribuzione di una creazione o di un lavoro, compresi tutti i suoi derivati, è quella di distribuirlo con una licenza. Una licenza di questo tipo garantisce a chiunque possegga una copia di un lavoro le stesse libertà del suo autore, incluse le quattro libertà basilari indicate da Stallman:

1 la libertà di usare a propria discrezione e di studiare quanto ottenuto
2 la libertà di copiare e condividere con altri
3 la libertà di modificare
4 la libertà di ridistribuire i cambiamenti e i lavori derivati

Queste libertà, in ogni caso, non assicurano che un lavoro derivato sarà distribuito sotto le stesse condizioni illimitate; per far sì che il lavoro sia sotto licenza copyleft occorre che la licenza si assicuri che il possessore della copia derivata la possa distribuire solo con lo stesso tipo di licenza. Un modo di ragionare quindi che va contro ogni forma di servizio a pagamento, in favore di una organizzazione libera, gratuita e fondata sull’open source, nella quale ognuno può contribuire per migliorare il prodotto iniziale.

PhotobucketUna via di mezzo tra il diritto d’autore e la condivisione delle opere creative è rappresentata da una organizzazione non-profit nata nel 2001 negli Stati Uniti, ovvero Creative Commons. Chi rilascia le proprie opere sulla rete può infatti, attraverso queste licenze, dichiarare agli utenti quali diritti sono concessi e quali sono conservati su una determinata opera. Dal famoso “All right reserved”, si è passati dunque al “some right reserved”.

Questo template non mi fa postare i video, quindi vi lascio qui il link di un video molto chiaro ed esemplificativo per capire cosa sono le licenze Creative Commons.


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