Leggo qui, che per le strade girerà anche l’esercito, con i loro giubbotti antiproiettile, armi e automezzi d’ordinanza. Per la prima volta in Italia dunque, un contingente delle Forze Armate viene messo a disposizione dei prefetti.
Leggo qui, che ci sarà una stretta sulle intercettazioni telefoniche, il cui uso dovrà essere molto limitato. I magistrati hanno già sollevato le loro perplessità e manifestato il loro forte dissenso per una decisione che inevitabilmente renderà più difficili le indagini contro i malviventi e che permetterà di nascondere sotto il tappeto il marciume personale e intellettuale e le manovre di potere di esponenti della nostra classe politica e dirigente. Ad esempio è di oggi la notizia che i nastri nei quali si erano evidenziati i legami tra Mediaset e Rai ai tempi del terzo Governo Berlusconi e gli squallidi intrecci tra politica e televisione pubblica, andranno al macero, distrutti per sempre.
Intanto ieri, durante la partita, tutto intorno sentivo gente urlare “zingari di merda” ogni volta che un giocatore della Romania veniva inquadrato a faceva un fallo. Dimostrazioni di intolleranza ben più gravi si sono già verificate una ventina di giorni fa, ma anche queste banali manifestazioni di ignoranza e stupidità di massa mi fanno sempre rabbrividire.
Insomma non mi sembra un gran momento per vivere in Italia con queste premesse e con la maggioranza degli italiani con questo cervello. Sono prossimo al trasferimento.
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me
e non c’era rimasto nessuno a protestare. (Bertold Brecht)
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Una nota: la poesia è attribuita a Brecht ma è di Martin Niemöller.
Commento di Adimant Giugno 19, 2008 @ 7:58 amComunque, ho avuto occasione di vedere di persona la folla (donne e bambini - gli uomini restavano indietro, dimostrando a tutti il coraggio delle proprie idee sbagliate) ‘attaccare’ i campi nomadi a Ponticelli; ho visto a Castelvolturno le condizioni in cui alcuni padri comboniani lavorano per tenere in piedi un asilo nido per immigrati (per lo più figli di prostitute); vedo e sento tutti i giorni gente che dice di aver paura per la propria sicurezza.
Però non ha paura del fatto che il proprio presidente del consiglio (le minuscole non sono casuali) ha un processo per corruzione in corso e vara un decreto legge per sospenderlo; non ha paura del fatto che il governo pensi di introdurre una tessera per il pane per gli anziani (l’ultima persona che ho sentito parlare di una cosa del genere era una amica albanese - altro popolo di sporchi e cattivi secondo la massa).
Intanto, nella mia Napoli sommersa dalla monnezza un folto gruppo di emeriti imbecilli l’altra sera ha festeggiato strombazzando il successo effimero di 11 coglioncini in mutande che correvano dietro ad una palla. Contenti loro.
Hai ragione, vivere in Italia, in questo momento, equivale a sprecare la propria vita. Vorrei avere il coraggio di mollare tutto…