La foresta di Sherwood


Forum Pa e democrazia
Maggio 14, 2008, 9:44 am
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Audio del post: Giorgio Gaber - La democraziaforum PA

Good morning Parma! Nonostante la professoressa Cavalli avesse consigliato di andare all’incontro in università, ho pensato che fosse più utile infilarmi e curiosare dentro al sito Forum PA, cercando qualche argomento interessante da sviluppare. Un tema che conoscevo poco e che credo possa interessare un po’ tutti, è quello dell’e-democracy.

Quando si parla di e-democracy si intende l’ultilizzo delle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) all’interno dei processi democratici. Un progetto e un’idea pittuosto recente che riguarda da vicino tutte le pubbliche amministrazioni che si impegnano a coinvolgere il maggior numero di cittadini nei processi decisionali.

In questi ultimi tempi si è spesso parlato della lontananza della classe politica dai cittadini e quindi della incapacità di capire i problemi reali del Paese. L’e-democracy mi sembra un tema attuale ed interessante, proprio perchè si propone di diminuire la distanza tra cittadini e governanti, includendo i primi attivamente nelle decisioni che li riguardano. Un discorso che passa inevitabilmente dal mondo della rete e delle tecnologie digitali. Fino ad ora, il cittadino era chiamato a votare ogni x anni, per partiti che li persuadevano tramite la televisione. Con l’arrivo e lo sviluppo di internet le cose possono e stanno cambiando.

PhotobucketLe possibilità che offre la rete infatti, aprono il campo a tutta una serie di processi che possono favorire la partecipazione diretta del cittadino. Una maggiore e plurale informazione, una maggiore partecipazione, e la possibilità di partecipare e interagire, sono caratteristiche che rendono il web uno strumento democratico per natura. Come ci sono le possibilità, così anche i problemi. Quello della scarsa informatizzazione del Paese è il primo problema da superare. Se più della metà della popolazione non usa la rete, ogni progetto di democrazia partecipativa diventa irrealizzabile. E anche chi utilizza la rete, non sempre ha il tempo necessario per dedicarsi alla e-democracy. Inoltre, se è vero che la rete fornisce a tutti la possibilità di entrare, bisogna lavorare sui cittadini affinchè decidano di varcare la soglia.

Ma le potenzialità di un sistema ben costruito e studiato, potrebbero davvero aprire scenari intriganti e conivolgenti per ogni “cittadino” che voglia meritarsi questo nome. I primi passi da fare per le pubbliche amministrazioni possono essere questi:

- La costruzione di siti che diano la possibilità ai cittadini di fornire informazioni e non solatanto di esserne passivi fruitori, anche attraverso il content management e strumenti come mailing list.

- L’attivazione di forum, blog e chat che possano creare quel concetto di rete e quindi di discussione e partecipazione ad un dibattito su idee e proposte.

- Sturmenti che cerchino di capire il reale consenso dei cittadini su alcuni temi e proposte.

Al Forum Pa, domani dalle 10 alle 13 si affronterà questo argomento, e il prodotto finale della mattinata sarà un “manifesto dell’e-democracy” che potrebbe significare un ulteriore passo in avanti per sviluppare questo discorso che potrebbe ben presto coinvolgere noi tutti come cittadini, e, dato che dovremo bene o male inventarci il nosto lavoro, potrebbe rappresentare anche una possibilità lavorativa.